Capire di cosa hai bisogno

Una volta deciso che il coaching potrebbe fare per te, occorre identificare bene quali obiettivi, temi e aree della tua vita vuoi portare in sessione. Spesso chi si avvicina al coaching ha in mente desideri o problemi ancora un po’ confusi. In questa fase, puoi fare un piccolo lavoro di preparazione che renderà più efficace il successivo incontro con il coach.

Come chiarire i tuoi obiettivi.

Inizia col prendere carta e penna (o un documento sul computer) e scrivi liberamente cosa vorresti migliorare o cambiare nella tua vita personale o professionale. Non importa se all’inizio escono frasi vaghe, come “vorrei sentirmi più realizzato” o “vorrei fare un salto di carriera”, è normale partire da concetti generali.

Poi prova a trasformare ciascun desiderio in un obiettivo specifico, misurabile, raggiungibile e definito nel Tempo. Ad esempio, se il tuo pensiero iniziale è “non sono soddisfatto del mio lavoro”, prova a chiederti:

cosa significherebbe per me essere soddisfatto?

Potrebbe tradursi in un obiettivo come “entro 6 mesi voglio trovare un nuovo lavoro nel settore X che allinei i miei valori personali con la mia professione”. Oppure, se senti “vorrei migliorare la mia relazione con gli altri”, un obiettivo concreto potrebbe essere “voglio apprendere e applicare tecniche di comunicazione assertiva, in modo da ridurre i conflitti in ufficio e a casa nell’arco di 3 mesi”.

Non preoccuparti se non riesci a formulare tutto perfettamente: un buon coach ti aiuterà comunque a definire obiettivi chiari all’inizio del percorso. Spesso la prima o le prime sessioni di coaching servono proprio a focalizzare la meta e i criteri per capire se la stai raggiungendo. Però, arrivare già con qualche idea ti farà sentire più preparato e renderà la conversazione iniziale più produttiva.

Esempi di obiettivi vaghi vs. obiettivi concreti:

Obiettivo troppo vago: “Vorrei avere successo nel lavoro.” → Obiettivo concreto: “Nei prossimi 12 mesi voglio ottenere una promozione da project manager a team leader, migliorando le mie skill di gestione del team e portando a termine con successo almeno 2 progetti importanti.”

Obiettivo troppo vago: “Voglio essere più felice.” → Obiettivo concreto: “Voglio ridurre lo stress e dedicare più tempo a me stesso: inizierò a praticare attività fisica 3 volte a settimana e a pianificare almeno una serata libera a settimana da trascorrere con la famiglia o gli amici, monitorando il mio livello di benessere su una scala da 1 a 10 ogni mese.”

Obiettivo troppo vago: “Devo decidere cosa fare da grande.” → Obiettivo concreto: “Entro 4 mesi voglio aver scelto il mio nuovo percorso professionale tra due opzioni (master universitario vs lavoro all’estero) attraverso sessioni di coaching orientativo e una ricerca attiva di informazioni su entrambe le strade, così da prendere una decisione informata e convinta.”

Pro tip: se fai fatica a definire l’obiettivo, prova a immaginare la scena futura in cui hai già risolto la tua situazione ideale. Chiediti: “Come sarà la mia vita tra X mesi quando avrò raggiunto questo cambiamento? Cosa vedrò di diverso, cosa sentirò, cosa staranno dicendo o notando gli altri?”.

Descrivi quella scena in dettaglio: potresti scoprire indicatori specifici che ti stanno a cuore (ad esempio: “mi sveglierò energico ogni mattina, andrò in ufficio volentieri, i miei colleghi mi considereranno un punto di riferimento”). Questi dettagli ti danno spunti per formulare obiettivi misurabili e capire quali aree toccare.

Identificare l’area di bisogno: performance, carriera, vita privata?

Chiarire l’ambito su cui vuoi lavorare ti aiuta anche a scegliere il tipo di coach. Fai una breve analisi dei diversi aspetti della tua vita: lavoro/carriera, formazione, relazioni personali, vita sentimentale, salute e benessere, gestione del tempo, sfera spirituale/creativa, ecc.


credits: https://goal-life.com/it/

Uno strumento spesso usato è la “Ruota della vita”: disegna un cerchio suddiviso in spicchi, ciascuno rappresentante un’area (es: lavoro, famiglia, svago, finanze, salute, crescita personale…) oppure usa il tool online.

Valuta da 1 a 10 la tua soddisfazione attuale in ogni area e segna il punto su ogni spicchio. Unendo i punti, ottieni una figura che evidenzia dove ci sono “avvallamenti”, spesso l’area con punteggio più basso o sbilanciato è quella da cui iniziare.

Ad esempio, potresti renderti conto che la carriera va bene (dai un 8 su 10) ma la vita privata è sacrificata (3 su 10): ciò suggerisce che il tuo bisogno potrebbe riguardare l’equilibrio vita-lavoro o il benessere personale.

Oppure noti che tutto è ok tranne il settore “salute” perché hai stress e dormi male: il tuo obiettivo potrebbe allora essere migliorare la gestione dello stress e delle abitudini quotidiane. Questo esercizio non è obbligatorio, ma ti aiuta a vedere il quadro generale e a focalizzare il vero nodo da affrontare.

Una volta individuata l’area, chiediti anche se è un tema più personale o più professionale. Esempio: “vorrei imparare a delegare di più” può sembrare un obiettivo lavorativo (management), ma magari ha radici in uno stile personale di controllo che applichi ovunque.

Non preoccuparti di separare rigidamente: in coaching, vita privata e professionale spesso si intrecciano (si dice che sono “due facce della stessa medaglia”). L’importante è avere una priorità iniziale.

Bisogno di performance vs benessere vs decisioni

Prova anche a categorizzare il tuo bisogno in uno (o più) di questi tipi:

Performance: migliorare una competenza o raggiungere un traguardo di performance (es. parlare in pubblico, gestire meglio un team, aumentare la produttività, prepararsi per una gara sportiva).

Carriera: fare chiarezza sul percorso di carriera (es. scegliere o cambiare lavoro, ottenere una promozione, avviare un’attività).

Leadership/Business: sviluppare capacità di leadership o imprenditoriali (es. guidare meglio i collaboratori, definire la visione aziendale).

Life & Wellness: aspetti di vita privata e benessere (es. equilibrio lavoro-famiglia, autostima, gestione dello stress, abitudini salutari).

Decisioni e Transizioni: prendere una decisione importante o affrontare un cambiamento di vita (trasferimento, ingresso in pensione, maternità/paternità, ecc.).

Relazioni e Comunicazione: migliorare relazioni interpersonali o capacità comunicative (con il partner, con i figli, con colleghi, networking).

Altro: esistono coach specializzati anche in nicchie specifiche come finanza personale, organizzazione domestica, sviluppo spirituale, ecc.

Non devi per forza scegliere una categoria sola, il tuo obiettivo può toccarne diverse (ad esempio “trasferirmi all’estero” riguarda carriera ma anche vita personale). Tuttavia, capire l’enfasi principale ti sarà utile quando valuterai il tipo di coaching (nel capitolo seguente vedremo i vari tipi: life, career, executive, ecc.).

Mini-esercizi pratici per capire il tuo bisogno

Ecco due semplici esercizi che puoi svolgere autonomamente:

L’elenco dei “vorrei”: scrivi 10 frasi iniziando con “Vorrei…”. Esempi: “Vorrei sentirmi più sicuro di me quando parlo in pubblico”, “Vorrei trovare un lavoro che mi appassiona”, “Vorrei avere più tempo per la famiglia”, ecc.

Non censurarti e non pensare subito a come realizzarli. Poi rileggi l’elenco e prova a mettere in ordine di importanza i primi 3. Chiediti: se potessi realizzare solo uno di questi “vorrei” nei prossimi mesi, quale avrebbe l’impatto più positivo sulla mia vita? Quello potrebbe essere il focus iniziale per il coaching.

Domanda delle meraviglie: immagina che stanotte accada una magia e, quando ti svegli domattina, il tuo problema è risolto o il tuo desiderio è realizzato. Come te ne accorgi?

Elenca cosa c’è di diverso (es.: “mi sveglio riposato, ho voglia di andare a lavoro, in ufficio i colleghi mi sorridono e mi coinvolgono nelle conversazioni…”). Ogni differenza che descrivi indica un elemento concreto su cui lavorare.

Ricorda, non serve arrivare dal coach con le idee già chiarissime, ma avere riflettuto un po’ ti darà un vantaggio. Inoltre, molte persone scoprono nuovi obiettivi durante il coaching: magari inizi con l’idea di voler cambiare lavoro, e strada facendo capisci che il vero nodo era la fiducia in te stesso, o viceversa.

Essere aperti a ridefinire il bisogno è parte del processo.

Il tuo coach ti guiderà con domande proprio per far emergere ciò che è davvero importante per te e stabilire insieme obiettivi adeguati.